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Madonna con bambino e San Giovannino

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A Palazzo Mosca, a Pesaro, è conservata l’opera dal titolo Madonna con Bambino e San Giovannino, realizzata da Elisabetta Sirani.

Sirani figlia d’arte

Elisabetta Sirani è stata una pittrice italiana vissuta a metà del ‘600, figlia del pittore Giovanni Andrea Sirani, primo assistente di Guido Reni e mercante d’arte.

Elisabetta studiò con le sorelle Barbara e Anna Maria alla scuola paterna dove dimostrò subito talento e maestria realizzando alcuni ritratti quando era ancora giovanissima, all’età di diciassette anni.

Elisabetta purtroppo morì a soli 27 anni ma, nonostante la sua breve vita, le è stato attribuito un catalogo di opere abbastanza corposo con anche delle scoperte recenti, prova dell’intensa attività artistica.

Elisabetta Sirani, Autoritratto, 1658, Museo Puskin delle Belle Arti, Mosca

Il successo in vita

Le sono assegnate 200 opere: una quantità notevole e forse irrealistica per i soli dieci anni in cui lavorò. Non si conosce esattamente il numero reale di lavori eseguiti, rimane solo una lista che lei stessa iniziò a stendere quand’era abbastanza affermata e con una carriera già avviata.

Fu infatti una pittrice di successo già in vita.

Nonostante l’ambiente artistico dell’epoca era ritenuto prerogativa maschile e mal tollerava la presenza di protagoniste femminili, Elisabetta eseguì molte delle sue opere in pubblico e alla presenza dei suoi committenti tra cui figuravano anche personalità di spicco come i Medici, la duchessa di Parma e quella di Baviera.

Madonna con Bambino e San Giovannino

Madonna con Bambino e San Giovannino

Il dipinto “Madonna con Bambino e San Giovannino“, oggi a Palazzo Mosca di Pesaro, è uno degli ultimi realizzati dall’artista che morirà l’anno successivo.

A prova di ciò, l’opera reca sul bordo della scollatura della veste della Vergine la dicitura “Elisa Sirani 1664”.

Madonna con Bambino e San Giovannino è preceduta da un disegno oggi al Louvre.

Quest’ultimo non ha la figura del San Giovannino e presenta qualche altra variante, ma l’ opera accoglie il rinnovamento che contrassegnò gli ultimi anni di lavoro della Sirani, rinvigorendo i contrasti chiaroscurali e ribadendo l’aspetto barocco nella sua produzione artistica.

Lo stile e le influenze

Elisabetta Sirani fece parte del movimento Barocco noto come Scuola Bolognese.

Proprio Bologna, all’epoca, si distingueva per accogliere un gran numero di artiste.

Lo stesso studio dei Sirani era frequentato da molte donne, tant’è che nelle opere della Sirani sono visibili le influenze e le contaminazioni dovute alla collaborazione delle allieve.

Elisabetta Sirani fu poi sotto la guida di suo padre e, attraverso lui, di Guido Reni e, ancor prima, di Raffaello.

Successivamente, con l’attenuarsi delle influenze dei suoi maestri, sviluppò uno stile proprio e indipendente, più naturalistico e realistico, più vicino alla sensibilità del Guercino e della scuola veneta, in cui pare stabilirsi una sorta di dialogo emotivo fra l’artista e il soggetto delle sue opere.

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