Le cinque mostre 2023 che vale la pena visitare? Eccole!

Roberto Ferri a Palazzo Pallavicini fino al 12 Marzo 2023

Roberto Ferri è in mostra a Palazzo Pallavicini, a Bologna, dal 20 Ottobre 2022 fino al 12 Marzo 2023. Roberto Ferri, massimo esponente di una raffinata arte espressamente ispirata a Caravaggio, con la sua arte promette affascinanti suggestioni barocche.


La mostra Roberto Ferri a Palazzo Pallavicini offre un percorso antologico tra il sacro e il profano con richiami alla grande arte del passato e diviso in sessanta opere uniche – quaranta oli su tela e venti disegni. Tra i dipinti esposti compaiono “Le delizie infrante”, scena di un conflitto interiore, oppure ne “L’amore la morte e il sogno” , una vera e propria indagine su tre aspetti estremi della vita di ogni essere umano.

Per quanto riguarda i disegni, attraverso questi si analizza l’intenso rapporto di Roberto Ferri con la grafica: i disegni sono caratterizzati da uno squisito impianto formale intriso di delicato lirismo. Tra la penombra e il silenzio le figure sembrano riproporre un dialogo muto e cadenzato, il cui battito interno sembra riproporre il più antico ritmo vitale dell’uomo: il cardine della ricerca di Roberto Ferri si rivela essere la vita, in tutte le sue infinite e più misteriose sfumature.

San Giovanni, Roberto Ferri, Tempera grassa su tela, 2019

Rubens a Genova a Palazzo Ducale fino al 22 Gennaio 2023

Il Palazzo Ducale di Genova ospita, fino al 22 gennaio 2023, Peter Paul Rubens e una straordinaria mostra che racconta il suo rapporto con la città di Genova dove l’artista soggiornò in diverse occasioni tra il 1600 e il 1607 e dove strinse amicizie con i rami più abbienti della società genovese.

Rubens a Genova include oltre venti dipinti di Rubens, provenienti da musei e collezioni europee e italiane sommati a quelli già presenti in città. La mostra, per fornire un contesto quanto più ampio possibile, incluse anche dipinti di artisti che Rubens vide e studiò come Tintoretto e Luca Cambiaso, che incontrò in Italia e ovviamente a Genova come Frans Pourbus il Giovane, Sofonisba Anguissola, Bernardo Castello e Aurelio Lomi, o con cui collaborò come ad esempio Jan Wildens e Frans Snyders.


Rubens racconta Genova con opere importanti e molte delle quali per la prima volta in Italia. Tra queste il Ritratto di Violante Maria Spinola Serra, Il San Sebastiano, l’ Autoritratto giovanile, con un Rubens all’incirca ventisettenne, che un collezionista privato ha offerto come prestito a lungo termine alla Rubenshuis di Anversa e che eccezionalmente torna nel Paese dove fu eseguito, intorno al 1604.

Rubens a Genova, Palazzo Ducale di Genova

Giovanni Battista Piranesi alla Galleria Nazionale dell’Umbria fino all’8 Gennaio 2023

La Galleria Nazionale dell’Umbria ospita la mostra GIOVANNI BATTISTA PIRANESI nelle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria fino all’8 gennaio 2023. L’esposizione celebra il genio visionario del grande architetto, incisore e teorico veneziano, attraverso  70 incisioni all’acquaforte dedicate alle bellezze antiche e moderne di Roma e dei suoi dintorni tratte dai due volumi delle Vedute di Roma, scelte tra le più rappresentative del suo percorso di ricerca e della sua evoluzione stilistica, formale e tecnica.

 GIOVANNI BATTISTA PIRANESI nelle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria offre le caratteristiche pittoriche delle vedute, con l’ampia tavolozza di neri e grigi che dimostra la perfetta padronanza della tecnica dell’acquaforte, sottolineando anche il sempre più evidente interesse di Piranesi per l’antico e per la ricerca antiquaria.

Giovanni Battista Piranesi racconta una Roma filtrata attraverso il suo genio e ne diffonde la fama in tutta Europa. La città, colta nel suo malinconico declino e nell’abbacinante convivenza di presente e passato, con i ciclopici monumenti antichi e le grandiose, magniloquenti, architetture moderne, popolata da piccolissime, frenetiche e anonime presenze, condensa tutte le caratteristiche che contraddistinguono le grandi capitali moderne, attraverso la visione anticipatrice di un artista che rivendica il ruolo fondamentale della “licenza” e dell’immaginazione per la creazione di un’arte che rispecchi la propria epoca.

Veduta del Ponte e Castel Sant’Angelo, Giovan Battista Piranesi, 1658, Acquaforte

Giulio Romano La forza delle cose a Palazzo Te fino all’8 Gennaio 2023

Con Giulio Romano. La forza delle cose a Palazzo Te, a Mantova, svela il prodigioso talento da designer dell’artista che tanto contribuì a creare l’immagine dei Gonzaga. Il genio di Giulio Romano era ben noto fin dal passato: famosa è la spettacolare credenza nella Sala di Amore e Psiche a Palazzo Te, dalla quale prende spunto il progetto espositivo che vuole celebrare l’energia creativa dell’artista nei panni di designer di oggetti di alta rappresentanza.

Tra questi: armi, vasi, brocche, piatti, e perfino saliere e coltelli erano espressione del raffinato gusto della corte mantovana e contribuivano in modo determinante a plasmarne un’immagine di assoluto splendore in competizione con le grandi corti europee. In questo senso, l’inesauribile fantasia di Giulio Romano ebbe un ruolo determinante nel trasformare Mantova in un avamposto del design cinquecentesco.

Dopo la morte dell’artista, la circolazione dei progetti giulieschi si intensificò, raggiungendo una scala europea: l’eco delle sue soluzioni fantasiose si avverte infatti in oggetti di lusso prodotti alla corte di Spagna, Fontainebleau e Praga nella seconda metà del Cinquecento. 

 Giulio Romano. La forza delle cose a Palazzo Te

Civilization ai Musei di San Domenico fino all’8 Gennaio 2023

Civilization: Vivere, Sopravvivere, Buon Vivere è ai Musei di San Domenico di Forlì fino all’8 Gennaio 2023. Si tratta di 300 immagini scattate da oltre 130 fotografe e fotografi provenienti da cinque continenti e che affrontano temi del presente e del futuro del mondo contemporaneo, sempre più caratterizzato dai fenomeni della interconnessione e della globalizzazione.

Civilization: Vivere, Sopravvivere, Buon Vivere è il racconto per immagini della civiltà planetaria del XXI° secolo come grande impresa collettiva, capace di produrre innovazioni, scoperte e opportunità senza precedenti ma anche rischi e minacce alla sopravvivenza stessa dell’umanità. La mostra promuove una riflessione su temi fondamentali della contemporaneità come le relazioni tra individui, collettività, generazioni e culture del nostro tempo.

Civilization rappresenta un appuntamento imperdibile per il mondo della fotografia, in cui fotografi nazionali e internazionali presentano immagini dedicate alle grandi conquiste tecnologiche, agli interventi dell’uomo sull’ambiente, ai grandi fenomeni di aggregazione e ai movimenti fisici ed immateriali che caratterizzano il mondo in cui viviamo.

Wild River, Reiner Riedler, 2005, Fotografia