Tra i furti più famosi della storia dell’arte c’è sicuramente quello della Gioconda. 

Proprio lei, il quadro più famoso di sempre, venne trafugato dal Louvre nel 1911

Il furto : le dinamiche e l’autore

Il furto della Gioconda avvenne attorno alle sette del mattino di Lunedì 21 Agosto 1911.

Vincenzo Peruggia, imbianchino italiano dipendente del museo francese, approfittando del giorno di chiusura, entrò da una porta di servizio generalmente utilizzata dagli operai e, dopo essersi diretto indisturbato nella sala dove era esposta la Gioconda, la rubò sfilandola dalla cornice.

Vincenzo Perruggia

Le ragioni del furto

Peruggia era convinto che la Gioconda fosse stata rubata da Napoleone e portata illecitamente in Francia come parte del suo bottino.

Niente di più falso.

La presenza dell’opera si attesta in Francia già dal 1516, anno in cui si presume Leonardo l’abbia portata con se in un suo viaggio.

In ogni caso Peruggia, fermo nelle sue convinzioni, un po’ per denaro ma sopratutto – come dichiarerà in seguito – “per spirito patriottico” , decise di riportare la tela in Italia. 

Le indagini e i sospettati

Dopo il furto, le indagini iniziarono immediatamente e coinvolsero con appelli pubblici e promesse di ricompense economiche, tutti i parigini. 

Furono persino fermati erroneamente Guillaume Apollinaire, il quale fu addirittura arrestato nel settembre del 1911 e Pablo Picasso che venne solo interrogato. Entrambi riuscirono a dimostrare la loro estraneità ai fatti.

Peruggia venne catturato solo nel 1913.

Per i due anni successivi al furto, la Gioconda rimase nascosta in una cassa e tenuta in casa.

Il ladro tentò addirittura di venderla agli Uffizi di Firenze, unico museo tra i tanti che aveva cercato di contattare, a voler prima esaminare l’opera per constatarne l’autenticità. Era proprio lei.

L’allora direttore degli Uffizi Giovanni Poggi, insieme all’antiquario fiorentino Alfredo Geri, avvisò le autorità e Perruggia, che nel frattempo passeggiava indisturbato per la città, venne arrestato.

Ritrovamento della Gioconda

Alla fine fu processato a Firenze e condannato a un anno di detenzione, poi ridotto a sette mesi e otto giorni ma, appena emessa la sentenza, fu scarcerato. 

La Gioconda prima di tornare al Louvre il 4 Gennaio del 1914, venne esposta in diversi musei italiani: prima agli stessi Uffizi di Firenze, poi presso Galleria Borghese a Roma e a Milano in Pinacoteca di Brera.

Il suo ritorno al Louvre fu, insomma, una sorta di viaggio solenne a tappe che voleva anche simboleggiare la pace immutata nei rapporti tra Italia e Francia, nonostante “l’incidente” causato dal troppo patriottismo di Peruggia.