Il fascino di una dimora storica è quello di immergersi nella storia. Nel caso di Palazzo Colonna, stiamo parlando di 900 anni di storia della Famiglia e 700 del fabbricato.

L’eclatante fulcro del Palazzo è costituito dalla Galleria, edificata dalla metà del Seicento appositamente per custodire le imponenti collezioni artistiche di Famiglia: a partire dalla collezione antiquaria, proseguendo con la ricca pinacoteca, il tutto arricchito da imponenti cicli di affreschi.

Galleria Colonna, sala della colonna bellica

L’assetto del display originale è documentato in due pregevoli acquerelli di Salvatore Colonnelli Sciarra del 1730. Questa straordinaria testimonianza visiva ci consente di conoscere con esattezza quali capolavori avesse potuto ammirare l’erudito francese Charles de Brosses conte di Tournay (1709–1777) in occasione della sua visita alla Galleria Colonna durante la quale aveva coniato la felice espressione: l’armonioso stupore (Viaggio in Italia, compiuto fra il 1739 e il 1740 ma pubblicato postumo soltanto a metà Ottocento).

Quali che siano l’epoca storica o la natura del visitatore che fa il suo ingresso nel Palazzo, che sia un esperto, un connoisseur o un semplice appassionato d’arte, l’impressione istintiva è la stessa, un’esplosione di emozioni.

Highlights della collezione Colonna

Scegliere gli Highlights di una collezione artistica è sempre molto personale.

Gli appassionati di archeologia, certamente, resteranno ammirati dalla considerevole statuaria classica che adorna le pareti della Sala Grande della Galleria.

Annibale Carracci, il Mangiafagioli, olio su tela, 1584 – 85

Gli amanti della pittura, potranno sbizzarrirsi fra i capolavori del 1300 fino alle meraviglie dell’Ottocento. Un importante nucleo è derivante dalla pittura emiliana, primo fra tutti spicca il dipinto giovanile di Annibale Carracci, raffigurante Il Mangiafagioli, uno dei quadri più celebrati in età moderna ma la cui storia antica è totalmente avvolta nel mistero. Su base stilistica, possiamo affermare che Annibale l’avesse eseguito quando aveva poco più che vent’anni (1584-1585ca), ma nulla sappiamo circa l’identità dell’effigiato e la destinazione originale del quadro, fino a quando non ricompare agli inizi del 1700 in collezioni artistiche romane, dai Pallavicini prima e dai Colonna poi. E’ infatti immortalato da Salvatore Colonnelli Sciarra nel 1730 a pendant con un’altra opera sempre di Annibale, raffigurante Il Bevitore (presumibilmente quello conservato oggi al Museo di Cleveland).

Altrettanto notevole è la serie fiorentina dei grandi maestri Agnolo Bronzino (1503-1572) e Alessandro Allori (1535-1607), il suo allievo prediletto. Sono opere che costituiscono una pagina importante della storia dell’arte. Ad esempio, la monumentale tavola raffigurante la Venere, Cupido e Satiro che Bronzino eseguì fra il 1553 e il 1555 circa e che fu definita da Giorgio Vasari “tanto bella che par Venere veramente Dea della bellezza” (1568).

Agnolo Bronzino, Venere, Cupido e Satiro, olio su tavola, 1550 – 55

Ma per gli appassionati del mobile antico, la collezione Colonna costituisce un unicum per Bellezza e per varietà di stili. Cosa dire sui monumentali scrigni nella Sala dei Paesaggi eseguiti rispettivamente in avorio e ebano oppure in legno di sandalo rivestito in pietre dure e semipreziose? Oppure le straordinarie consoles raffiguranti i Turchi sottomessi, chiaro rimando alle gesta eroiche dell’antenato Marcantonio II Colonna, Comandante della flotta pontificia alla Battaglia di Lepanto del 1571.

Consoles bellica

Ma non dobbiamo dimenticare la collezione di arazzi seicenteschi: cominciando dalla Serie di Artemisia, con preziosa trama a filo d’oro, già inserita nel percorso museale da diverso tempo, si è aggiunta la possibilità di vedere da quest’anno anche la magnifica Serie di Alessandro Magno conservata presso i saloni dell’Appartamento Pio (aperto al pubblico da marzo).

Lavoro a Palazzo Colonna da oltre vent’anni e in questo lungo periodo ho avuto il privilegio e l’onore di accompagnare ospiti di ogni tipo che a seconda della loro sensibilità si sono commossi fino alle lacrime.

Sala della Tempesta, dettaglio

Fra i miei ricordi del cuore? Sono troppi e non riuscirei a elencarli tutti. Certamente, ogni celebrazione alla presenza delle massime autorità istituzionali (puro orgoglio patriottico), ogni concerto classico o lirico (passione smodata per la musica), visite con celebrities (drogata di cinema), fra tutte Jude Law (il mio preferito da sempre) ma soprattutto Meryl Streep, la sua sensibilità e i suoi occhi incantati non li dimenticherò mai.
Mi piace ricordare però anche quella volta in cui ho preso per mano una bimba, l’ho fatta entrare a occhi chiusi e …. Sbaammm ! (ovviamente, prima del Covid).

Per concludere, invito tutti a tornare a visitare i musei, in piena sicurezza. Portiamoci i nostri figli perché è lì che nasce la passione per la conoscenza e il rispetto per gli antenati che ci hanno preceduto. Un luogo dove emozionarsi. Approfitto per ringraziare di cuore tutti quei visitatori che numerosi hanno scelto di visitarci dalla nostra riapertura post covid da sabato 23 maggio. Continueremo a fare del nostro meglio per continuare a meritarci la vostra fiducia.

Patrizia Piergiovanni

Direttore Galleria Colonna

Curatore collezioni artistiche

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