Le mostre 2023 a Roma si preannunciano già essere un successo.

Su tutte, Van Gogh e i Capolavori dal Kröller – Muller di Otterlo, a Palazzo Bonaparte, sembrerebbe già confermare le aspettative e poi Giuseppe Capogrossi alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma segna il suo ritorno in città dopo ben 20 anni, Crazy al Chiostro del Bramante, la fotografia negli scatti di Collection a Villa Medici e per finire l’architettura di Mario Botta al MAXXI.

Van Gogh Capolavori dal Kröller-Müller Museum a Palazzo Bonaparte fino al 26 Marzo 2023

Van Gogh Capolavori dal Kröller-Müller Museum inaugura a Palazzo Bonaparte, a Roma, è una delle mostre 2023 più attese.

Visitabile dall’8 ottobre 2022, si preannuncia già la mostra dell’anno dedicata al genio olandese, alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita.

Vincent Van Gogh nasce a Zundert, in Olanda, il 30 marzo 1853: la sua fu una vita estremamente travagliata,  dalla sensibilità estrema e purtroppo dettata da diversi attacchi di follia, durante uno dei quali arrivò addirittura a tagliarsi un orecchio. Lunghi furono i ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul in Provenza finchè il 29 luglio 1890, a soli trentasette anni, si sparò un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers.

Palazzo Bonaparte mette in mostra alcuni dei più famosi capolavori di Van Gogh: sono 50 le opere proveniente da museo Kröller Müller di Otterlo, dove è custodita la più importante collezione di opere dell’artista dopo il Van Gogh Museum di Amsterdam

La mostra Van Gogh Capolavori dal Kröller-Müller Museum a Palazzo Bonaparte celebra la grandezza dell’artista, ripercorrendone la vita e la carriera. Vengono presentati anche i luoghi più cari e vissuti dal pittore Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-Oise. 

Dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della terra scaturiscono figure che agiscono in una severa quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne intente a mansioni domestiche o affaticate a trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno.

Tutte queste sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van Gogh.

Autoritratto, Vincent Van Gogh, 1887, Olio su cartone

Capogrossi Dietro le quinte alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma fino al 6 Novembre

Tra le mostre 2023, segnaliamo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Capogrossi. Dietro le quinte, mostra per ricordare Giuseppe Capogrossi, uno dei padri della pittura informale e dell’arte italiana del Novecento.

La grande mostra, in concomitanza con i cinquant’anni dalla scomparsa di Capogrossi, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi e il sostegno di Ghella e UniCredit


Capogrossi. Dietro le quinte riporta a Roma l’opera dell’artista dopo oltre 20 anni e inizia le attività in omaggio all’artista nell’ambito del progetto dal titolo Capogrossi. Il segno nei musei e nelle istituzioni italiane.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna espone una selezione di oltre trenta dipinti e una ventina di opere su carta provenienti dalle collezioni della Galleria Nazionale, dalla Fondazione Archivio Capogrossi e da collezioni private. L’ esposizione è anche arricchita con documenti d’archivio provenienti dai fondi documentari dell’artista conservati nell’Archivio della Galleria e presso la Fondazione: ritratti fotografici di Capogrossi, cataloghi di mostre, riviste, lettere e articoli di giornale, che ricostruiscono le relazioni intessute dall’artista.

Superficie 207, Giuseppe Capogrossi, 1957, Olio su tela

CRAZY. La follia nell’arte contemporanea al Chiostro del Bramante fino all’8 Gennaio 2023

Le mostre 2023 non possono non includere CRAZY. La follia nell’arte contemporanea, al Chiostro del Bramante fino all’8 Gennaio 2023. Sono 21 gli artisti di rilievo internazionale che hanno realizzato, in occasione della mostra, 11 installazioni site-specific inedite. Le opere d’arte invaderanno gli spazi esterni e interni del Chiostro del Bramante seguendo il filo conduttore della follia nell’arte contemporanea.

 I 21 artisti chiamati a partecipare alla mostra CRAZY sono parte di questa follia: Carlos Amorales, Hrafnhildur Arnardóttir / Shoplifter, Massimo Bartolini, Gianni Colombo, Petah Coyne, Ian Davenport, Janet Echelman, Fallen Fruit / David Allen Burns e Austin Young, Lucio Fontana, Anne Hardy, Thomas Hirschhorn, Alfredo Jaar, Alfredo Pirri, Gianni Politi, Tobias Rehberger, Anri Sala, Yinka Shonibare, Sissi, Max Streicher, Pascale Marthine Tayou, Sun Yuan & Peng Yu.

Crazy non stabilisce nessun percorso ordinario e prevedibile a favore di un’esplosione creativa capace di espandersi, come le colate di pigmento di Ian Davenport sulle scale, e di modificare la percezione spaziale, come l’ambiente di Gianni Colombo. 

Poured Staircase, Ian Davenport, 2022 | Pittura su MDF

COLLECTION a Villa Medici fino al 15 Gennaio 2023

Per le mostre 2023, Villa Medici presenta COLLECTION, la mostra che celebra la collezione di fotografie di Florence e Damien Bachelot. 

COLLECTION si articola in un’eccezionale serie di circa 150 fotografie che coprono un secolo di storia dell’immagine, nell’intimità della condizione umana. 

Da Brassaï a Sabine Weiss, da Diane Arbus a Mitch Epstein, COLLECTION approfondisce la storia della fotografia incentrata sull’Umanità e la sua relazione con il proprio ambiente, dove l’effervescenza della città va di pari passo con la poesia solitaria del ritratto. 

COLLECTION grazie al duplice sguardo dei collezionisti Florence e Damien Bachelot e quello del curatore Sam Stourdzé, si destreggia tra le due grandi tradizioni transatlantiche: dalla fotografia francese umanista dell’inizio del XX secolo fino alla fotografia di strada americana

Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau Willy Ronis incontrano quindi Dave Heath, Helen Levitt Robert Frank.

Si tratta di circa 40 stampe d’epoca di Saul Leiter testimonia, con il passaggio al colore, una svolta verso la seconda metà del secolo e un rovesciamento delle influenze fotografiche. La contro-cultura americana e le battute d’arresto dell’utopia modernista occupano il centro dell’immagine.

Dairy Land Provincetown, Joel Meyerowitz, 1976, Fotografia

Nature Mario Botta Sacro e Profano al MAXXI di Roma fino al 16 Ottobre 2022

Nature Mario Botta Sacro e Profano è al Maxxi di Roma fino al 16 Ottobre.

La mostra si inserisce all’interno della rassegna che racconta le ricerche significative dell’architettura contemporanea invitando gli autori a raccontarsi attraverso l’installazione di una propria mostra.

Mario Botta è un architetto e progettista svizzero di fama mondiale che si è laureato con Carlo Scarpa, ha lavorato con Le Corbusier e Louis I. Kahn e oggi a tutti gli effetti è un maestro tra i maestri.

Mario Botta ha realizzato il SFMOMA di San Francisco e il Museo Jean Tinguely a Basilea e, in Italia, il MART di Rovereto. È ideatore e fondatore dell’Accademia di architettura di Mendrisio, dove ha realizzato il Teatro dell’Architettura, un luogo interamente concepito per mostrare e discutere la disciplina architettonica, specchio del suo interesse per la messa in scena dell’architettura che trova al MAXXI un’ulteriore occasione.

Nature Mario Botta Sacro e Profano è un’installazione composta da materiali eterogenei che vanno dal padiglione in scala 1:1 al prototipo di una facciata fino ai modelli, gli schizzi e le fotografie di una selezione dei suoi progetti costruiti. Il tema “sacro e profano” che dà il titolo alla mostra è interpretato nel senso più ampio di una sacralità insita in ogni gesto architettonico, dalla purezza dei materiali alla sensibilità al contesto.

Nature Mario Botta Sacro e Profano