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Le migliori mostre del 2022 da vedere in Italia

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Le cinque migliori mostre, a Luglio, in giro per l’Italia.

Ascoli Piceno, Vicenza, Firenze, Treviso e Urbino : queste le città che le ospitano. Noi vi raccontiamo il resto.

La ricerca della Bellezza. La Collezione Cavallini Sgarbi al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno fino al 30 Settembre 2022

La ricerca della BellezzaLa Collezione Cavallini Sgarbi è ad Ascoli Piceno, presso il Palazzo dei Capitani.

Raduna le principali opere della celebre collezione Cavallini Sgarbi puntando a creare un’atmosfera intima tipica di una collezione privata.

La mostra è il risultato del lavoro di Vittorio Sgarbi insieme alla madre Rina Cavallini, la quale ha acquistato le opere in diverse aste in giro per il mondo.

Il Palazzo dei Capitani ospita nelle sue sale numerose opere, tra dipinti e sculture, risalenti al XV e al XIX secolo ma anche le terrecotte di Matteo Civitali e Agostino de Fundulis, e una straordinaria raccolta di preziosi dipinti datati fine del Quattrocento e inizi del Cinquecento.

Tra gli artisti si ricordano i pittori – Boccaccio Boccaccino, Francesco Zaganelli, Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano, Nicolò Pisano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo e ancora Liberale da Verona, Jacopo da Valenza, Antonio da Crevalcore, Giovanni Agostino da Lodi, Johannes Hispanus, Bartolomeo di David, Lambert Sustris.

La ricerca della BellezzaLa Collezione Cavallini Sgarbi è realizzata in collaborazione con la Fondazione Cavallini Sgarbi, la Fondazione Elisabetta Sgarbi e l’Associazione Culturalmente Insieme è prodotta da Contemplazioni, la quale ne segue la direzione artistica.

La ricerca della BellezzaLa Collezione Cavallini Sgarbi

Manuel Tolsá dalla prospettiva fotografica di Joaquín Bérchez al Palladio Museum di Vicenza fino al 16 ottobre 2022

Manuel Tolsá dalla prospettiva fotografica di Joaquín Bérchez offre una lettura critica e visiva di alcuni episodi della produzione artistica di Manuel Tolsá, scultore e architetto attivo in Spagna in Messico alla fine del Settecento e primi Ottocento. 

Le fotografie di Joaquín Bérchez immortalano gli ambienti classici peculiari, con scintillanti frammenti di stucchi e modanature, ordini architettonici sorpresi nei densi silenzi delle murature, facciate e cupole ritratte sullo sfondo del Messico di oggi, logge e scale immerse in un’aura glaciale, quasi ipnotica, tutti aspetti che testimoniano l’eccezionale qualità delle opere dell’artista valenciano e, allo stesso tempo, la rara capacità del fotografo di svelarne i valori plastici per ricreare immagini del tutto nuove.

Gli scatti del fotografo sono stati esposti in numerose città spagnole e in diverse sedi internazionali fra cui il Queen Sofia Spanish Institute di New York, il Palladio Museum di Vicenza, l’Università di Palermo, la Real Academia de España di Roma, il Colegio de Minería di Città del Messico, il Palazzo Ducale di Camerino e il Museu de Arte Popular di Lisbona. Dal 2003 le sue fotografie illustrano le copertine della rivista “Annali di architettura”.

2 — Memento mori, Joaquín Bérchez, 2007

Donne in equilibrio 1955 – 1965 al Museo Ferragamo di Firenze fino al 18 Aprile 2023

Al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze va in scena la mostra “Donne in equilibrio. 1955 – 1965, omaggio al mondo femminile e in particolare a Wanda Miletti Ferragamo. 

Wanda Miletti Ferragamo, moglie di Salvatore Ferragamo, alla morte del marito avvenuta nel 1960 è stata la guida intelligente e solida del brand Salvatore Ferragamo. Raccogliendo l’eredità imprenditoriale del marito, Wanda Miletti Ferragamo compie una scelta culturale trasformando un laboratorio artigianale di calzature da donna in una casa di moda, oggi portata avanti dai suoi figli.

La presenza femminile nella storia italiana degli anni cinquanta e sessanta fa luce su alcuni tratti della modernizzazione del Paese, un processo nel quale le donne sono soggetto e oggetto al tempo stesso.

Il percorso espositivo è un viaggio verso la costruzione dell’ essere donna, frutto insieme del contesto storico e della ricerca personale. La narrazione che insiste sul fatto che le donne, entrando nella scena pubblica, abbiano scelto anche soluzioni sfumate in una costante ricerca di nuovi equilibri tra lavoro e relazioni familiari non può che indurre a sottolineare la continua, fantasiosa e straordinaria creatività, che ha caratterizzato e continua a distinguere la vita delle donne, le loro scelte, una diversa visione del mondo e della vita; non vi è dubbio, tuttavia, che la differenza di genere abbia agito ed agisca ancora in mille modi sottili, plasmando i comportamenti, i modelli individuali, le relazioni sociali.

Promozione del docufilm Le Italiane e l’amore, 1962 , Fotografia

Canova, Gloria Trevigiana al Museo Luigi Bailo di Treviso fino al 25 settembre 2022

Canova, Gloria Trevigiana” è in mostra nella sezione del nuovo Museo Bailo tutta riservata all’Ottocento. Il viaggio della mostra nell’Ottocento inizia con i ritratti di due dei “padri fondatori” della Pinacoteca Civica: Margherita Prati Grimaldi, nel luminoso dipinto di Andrea Appiani e Sante Giacomelli, nel ritratto di Natale Schiavoni.

Margherita Prati Grimaldi donò al Comune di Treviso nel 1851 un nucleo di dipinti destinati a costituire il primo nucleo della Pinacoteca civica.

Dalla Raccolta Giacomelli arrivano invece i dipinti di Francesco Podesti, Ludovico Lipparini, Eugenio Moretti LareseOdorico Politi, Michelangelo Grigoletti, Natale Schiavoni, Ippolito Caffi, Luigi Querena. “Canova, Gloria Trevigiana” espone anche Gruppo di famiglia di Francesco Hayez.

Oltre ai dipinti vengono anche proposte le ceramiche, in omaggio alle grandi manifatture trevigiane di quella produzione che oggi definiremmo di design. Ad arricchire ulteriormente il percorso espositivo, una selezione di 30 straordinari scatti artistici canoviani di Fabio Zonta. La ‘lente’ interpretativa del fotografo mette in rilievo la tridimensionalità delle opere, accentuando dettagli, soggetti, espressività.

Autoritratto, Antonio Canova, gesso

Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti alla Galleria Nazionale delle Marche fino al 09 ottobre 2022

Alla Galleria Nazionale delle Marche fino al 9 Ottobre c’è la mostra Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti.

La mostra è curata da Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Giovanni Russo.

Sono 80 le opere in mostra provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti: pitture, sculture, disegni, medaglie, affreschi staccati e codici.

È un interessante viaggio attraverso un periodo cruciale sia per la storia di Urbino e della sua corte, sia per la storia dell’arte italiana, che a quegli anni deve molto.

La mostra è raccontata nel catalogo edito Marsilio con le foto, le schede delle opere e i testi dei tre curatori, del Direttore della Galleria Nazionale delle Marche Luigi Gallo e altri saggi.

Battista Sforza, Francesco Laurana, Marmo

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