Ernst: l’artista 

Max Ernst nasce a Brühl, vicino Colonia, il 2 Aprile del 1891. 

Ad oggi è considerato uno dei massimi esponenti della pittura surrealista del novecento.

Ernst si dedica fin da giovane all’arte tanto che, dopo aver visto i capolavori di Cézanne e Picasso esposti in un museo di Colonia, ne rimane talmente affascinato che abbandona gli studi in Filosofia e si trasferisce a Parigi. 

In seguito la sua vita sarà costellata da eventi traumatici, su tutti l’arresto e la deportazione in un campo di concentramento, ma allo stesso tempo da incontri fondamentali che ne hanno plasmato la ricerca artistica come ad esempio quelli con Giorgio de Chirico e la pittura metafisica, con i surrealisti André Breton e Paul Éluard e la collaborazione con Salvador Dalì.

Max Ernst

Genio del gotico e maestro del surrealismo 

Le opere di Max Ernst sono caratterizzate dai forti tratti dell’assurdo e dell’irrazionalità che danno inevitabilmente vita a un universo dai richiami gotici. 

Non a caso agli inizi della sua carriera, Ernst venne ispirato dalle fantasie tardo-gotiche di Durer, Grünewald e Bosch e dalle atmosfere macabre del Romanticismo Tedesco, in particolare quelle riprodotte da Max Klinger e Arnold Böcklin. 

A metà del Novecento Ernst inizia le sue sperimentazioni e inventa, basandosi su dei testi scientifici di biologia e chimica, delle personalissime forme meccaniche con le quali sostituisce i corpi umani. Negli anni venti dello stesso secolo aveva già posto le basi del surrealismo e nel 1925 ne entra a pieno titolo tra gli esponenti principali. 

Da questo momento in poi realizza opere dagli umori sempre più sinistri, condizionate anche dal contesto storico tragico che si stava affacciando sull’Europa, ovvero lo scoppio della seconda guerra mondiale. 

Max Ersnt, L’angelo del focolare, 1937

La vestizione della sposa 

Una delle opere più famose di Ernst è la Vestizione della sposa, realizzata tra il 1939 e il 1940. 

Il quadro venne donato da Ernst nel 1942 alla moglie, Peggy Guggenheim e ancora oggi è parte della collezione permanente della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Come suggerisce il titolo, il tema è quello della vestizione della sposa che è posta al centro della scena e vestita solo con un mantello di piume rosse. Il volto è nascosto da una mostruosa testa-maschera di un barbagianni dalla quale si intravedono a malapena degli occhi. 

Insieme alla sposa, alla sua sinistra si trova un uccello antropomorfo che regge la punta di una lancia spezzata e sulla destra altre due creature, una ragazza e un mostriciattolo. 

Sull’opera regna sicuramente un’atmosfera inquietante, un incubo ricco di simbologie e allusioni: la sposa dal volto coperto allude probabilmente alla Dea Minerva, capace di vedere anche oltre il buio. 

L’uccello antropomorfo è l’uomo che minaccia con la punta della lancia la castità della sposa, mentre viceversa l’altra figura femminile rappresenterebbe la verginità. La piccola creatura mostruosa si presuppone sia la fertilità.  

La vestizione della sposa, 1930-40, Max Ernst

Oltre alla Vestizione della Sposa in collezione a Venezia, fino al 26 Febbraio 2023 possono essere ammirate più di 400 opere di Ernst tra disegni, dipinti, sculture e collages, in occasione della grande mostra dedicata all’artista al Palazzo Reale di Milano. 

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