Schizzi, disegni, planimetrie, relazioni di progetto, brevetti, fotografie, articoli di riviste, cataloghi, poca corrispondenza: questi sono i documenti raccolti nell’archivio di Vico Magistretti che ci raccontano tutta la vita professionale dell’architetto e designer milanese, dal 1946, quando giovane laureato subentrò al padre nello studio di via Conservatorio, al 2006, anno della sua morte.

Fondazione Vico Magistretti, Milano

L’archivio online

Oggi questo patrimonio è aperto a tutti attraverso il sito archivio.vicomagistretti.it , il progetto su cui la Fondazione Vico Magistretti, grazie al sostegno dei suoi soci fondatori (Triennale Milano, Artemide, Cassina, De Padova, Flou, Oluce e Schiffini), ha lavorato negli ultimi anni grazie anche al contributo della Fondazione CARIPLO.

Con questo sito, l’archivio diventa un luogo (digitale) in cui sono valorizzate le relazioni tra l’ attività di architetto e la progettualità di design di Vico; tra i prodotti disegnati e le aziende produttrici; tra Magistretti e i colleghi e amici con cui ha condiviso un pezzo di storia della cultura del progetto. Grazie ai percorsi proposti da storici del design e dell’architettura, l’archivio digitalizzato diventa un utile strumento per muoversi all’interno dei documenti alla ricerca di racconti che – partendo dalle due competenze professionali di Magistretti – si intrecciano con temi di storia, di arte, di economia, di tecnologia.


L’archivio diventa anche un luogo di incontro e di condivisione tra coloro che lavorano per cercare le migliori strategie di valorizzazione di questi patrimoni digitalizzati e del loro utilizzo: sul sito è ora possibile rivedere il forum internazionale online che la Fondazione Magistretti ha organizzato in collaborazione con MEET Digital Cultural Center il 19 novembre 2020 dal titolo Narrare con l’Archivio – Magistretti living.


La Fondazione Vico Magistretti oggi non è aperta al pubblico, come molti altri luoghi della cultura che devono fare i conti con le norme imposte dalla pandemia; o meglio non è aperto il luogo fisico, lo studio di Vico così ricco di storia e di storie. Ma è aperto il luogo digitale, privo certo della potenza narrativa dello spazio vissuto dal grande architetto ma allo stesso tempo così ricco di materiali che diversamente rimarrebbero inaccessibili, aperto a molteplici chiavi di ricerca, capace dunque di solleticare curiosità e interessi sia tra gli addetti ai lavori che tra coloro che si imbattono in Magistretti per la prima volta.