Delle cose più insigni che ci sono da vedere a Roma, mi ricordo una casa con un grande orto che vien chiamata la «Vigna di Papa Giulio» dove si possono vedere le anticaglie più famose del regno dei Romani che esistono in tutta Roma, ed una fontana che è tanto meravigliosa che varrebbe la pena di andare di qua a là apposta per vederla”.

Così descriveva Villa Giulia Cristóbal de Villalón nella sua opera “Del Viaggio in Turchia”. Fatta edificare da Papa Giulio III durante gli anni del suo pontificato tra il 1550 e il 1555, la villa oggi è sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Il Museo di Villa Giulia fa parte degli oltre 350 musei entrati a far parte della famiglia di Artsupp e noi siamo assolutamente d’accordo con lo scrittore spagnolo quando scriveva che tra le tante cose da vedere a Roma, una di queste è certamente Villa Giulia.

Villa Giulia, “l’ottava meraviglia del mondo”

Costruita da Papa Giulio III come residenza di campagna al di là del Tevere, Villa Giulia è uno splendido esempio di villa rinascimentale. Come nelle ville suburbane di epoca romana, anche Villa Giulia possiede un vasto giardino caratterizzato da terrazze collegate da scalinate scenografiche, ninfei e fontane.


Si dice che il tracciato della villa fu disegnato dal Papa in persona e che, come racconta Giorgio Vasari, alla sua costruzione parteciparono i più grandi artisti dell’epoca: da Michelangelo a Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati.

La bellezza e l’imponenza di questo complesso immerso nel verde e articolato in corridoi, portici, aiuole, prati e terrazze che si sviluppano alle spalle del “palazzo”, rendevano la villa talmente affascinante da guadagnarsi nell’Ottocento la nomea di “ottava meraviglia del mondo”.

L’intera villa è arricchita da affreschi opera di Pietro Venale da Imola, Taddeo Zuccari e Prospero Fontana. L’emiciclo è decorato con affreschi ispirati alle grottesche della Domus Aurea. Nelle sale è possibile ammirare uno straordinario ciclo di affreschi con le raffigurazioni dei Sette Colli di Roma.

Da dimora dei Papi a Museo Archeologico

In seguito alla morte di Papa Giulio III, la Villa cadde in uno stato di totale abbandono. Durante questo periodo di decadenza, molte delle sue opere furono trasferite in Vaticano e nell’Ottocento, dopo aver cambiato innumerevoli destinazioni d’uso, divenne anche una clinica veterinaria. 

Pensate che il meraviglioso Ninfeo sarebbe stato addirittura trasformato in abbeveratoio per i cavalli!

La nascita del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia si deve a Felice Bernabei, archeologo e politico italiano, che sulla base di un ambizioso e innovativo progetto museografico, nel 1889 vi fece confluire tutti gli oggetti scoperti nella provincia romana: l’Etruria prossima a Roma, l’Agro falisco e capenate, la Sabina, il Lazio meridionale, a cui si aggiunse l’Umbria.

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è oggi il museo più rappresentativo della civiltà etrusca ed accoglie non solo alcune delle più importanti creazioni di questa civiltà, ma anche prodotti greci di altissimo livello.
Nel giardino del museo è presenta la riproduzione a grandezza naturale del tempio etrusco-italico di Alatri fatta realizzare appositamente per l’inaugurazione del Museo.

Tra i capolavori conservati nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia non potete mancare Il sarcofago degli sposi, L’Apollo di Veio e le Lamine d’oro di Pyrgi, ritrovamento di straordinaria importanza per migliorare la comprensione della lingua etrusca.