Spazio Musa di Torino, ospita dal 15 Aprile all’ 11 settembre 2022 la mostra Arte a 33 Giri da Matisse a Basquiat da Dubuffet a Beuys, dedicata al vinile d’autore. 

Spazio Musa, dove l’arte trova posto

È uno spazio per le arti in tutte le sue forme, situato in pieno centro storico.

Spazio Musa, dopo un lungo restauro durato due anni, oggi adibisce i suoi ambienti a mostre di vario genere, da quelle fotografiche a quelle dedicate alla scultura contemporanea.

Arte a 33 giri : quando i vinili sono diventati opere d’arte

I vinili, agli inizi della loro produzione erano concepiti solo come anonimi contenitori, ma si sono evoluti fino a diventare opere d’arte: Arte a 33 giri presenta gli originali risultati ottenuti dall’unione tra arte e musica.

Da Matisse a Basquiat fino a Dubuffet e Beuys, viene raccontata tutta la storia della musica e dell’arte moderna e contemporanea, attraverso alcuni dei suoi più grandi protagonisti.

Sono infatti ben 150 le cover d’artista in mostra che comprendono sculture, dipinti, disegni, grafiche e documenti. Gli artisti coinvolti vanno da Toulouse-Lautrec, passando per Dalì e Saville, Magritte, Schanbel, fino al contemporaneo Ai Wei Wei e Jeff Koons o Annie Leibovitz. 

Questi ultimi sono stati anche artefici, tra l’altro, di note collaborazioni con musicisti di fama internazionale, rispettivamente con Lady Gaga e Bruce Springsteen. 

Someone Like You, Keith Haring, 1986 

Andy Warhol e le Art Cover 

Una menzione d’onore va ad Andy Warhol che, nel 1967, realizzò l’iconica grafica con la banana per la copertina di un album dei Velvet Undergound.

Esplose così la moda delle Art Cover, ovvero le copertine di dischi, e poi anche di film e libri, realizzate appositamente da un artista o raffiguranti un’opera già esistente e presa in prestito. Da questo momento in poi le strade della musica e dell’arte, soprattutto nell’ambito della grafica e del design, si intrecciarono portando a risultati incredibili.

Tornando a Warhol, Arte a 33 giri mette in mostra tutte le opere realizzate già a partire dagli anni ’40 con le prime sperimentazioni nel campo.

Andy Warhol’s featuring Velvet Underground & Nico, Andy Warhol, 1968 

Arte a 33 giri e gli incontri tra arte e musica

La mostra, arricchita anche dai testi di voci autorevoli nel panorama artistico e musicale italiano come Alessandra Mammì, Sergio Secondiano Sacchi e Red Ronnie, descrive i frutti ottenuti anche dagli incontri di diversi artisti come quello tra Mario Schifano e Andy Warhol, rispettivamente interpreti della Pop Art europea il primo, e di quella americana il secondo.

I due si conobbero a New York, dove Warhol accortosi della vicinanza delle opere dell’artista italiano con le sue, lo invitò a frequentare il Factory, suo studio a Manhattan. Qui Schifano incontrerà, tra gli altri, Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Jim Dine che ebbero un ruolo decisivo nella sua successiva ricerca artistica.

Inoltre, il percorso espositivo approfondisce anche gli esiti raggiunti nell’ambito arte-musica da interpreti nazionali e internazionali come Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Ugo Nespolo, Enzo Cucchi, Sol Lewitt, Joseph Beuys o il già menzionato Robert Rauschenberg che realizzò la cover componibile dell’album “Speaking in Tongues” dei Talking Heads. 

Think Tank, Banksy, 2003 

Da Spazio Musa alla città

Arte a 33 giri parte da Spazio Musa, ma coinvolge tutta la città di Torino grazie all’organizzazione di eventi collaterali come incontri con musicisti, artisti, critici e ancora concerti e serate dedicate alla discografia in mostra. Le iniziative avranno luogo in diversi spazi culturali cittadini. 

Non resta che andare.