Virgin Mary (Toxic Mary) è una serigrafia di Banksy realizzata nel 2003 ed esposta nel 2020 all’interno della mostra “Il secondo principio di un artista chiamato Banksy” presso il Palazzo Ducale di Genova.


Al di là della tradizione 

L’opera raffigura la Vergine Maria che tiene in braccio Gesù bambino mentre lo allatta. Fin qui sembrerebbe non esserci niente di strano, anzi: il soggetto scelto è ispirato all’arte rinascimentale e la scena è una delle più note nell’immaginario collettivo. 


Banksy però non sarebbe degno della sua fama se non fosse così abile e astuto nel dissacrare l’iconografia tradizionale: ecco che il bambino non beve latte ma veleno da un biberon arancione che spicca al centro del disegno. Le figure invece, in grigio scuro, si stagliano su uno sfondo azzurro e sembrano perdere colore, come se si stessero sciogliendo.

Virgin Mary ( Toxic Mary ) Banksy, 2003, serigrafia su carta
Virgin Mary ( Toxic Mary ) Banksy, 2003, serigrafia su carta


Virgin Mary (Toxic Mary): opera di denuncia

Non rimane niente dell’immagine sacra rinascimentale ne tantomeno del suo significato.

Non c’è più l’idea Cattolica di una madre che nutre un figlio ma solo un senso di disperazione, volto a turbare e a mettere a disagio chi guarda.
Il primo bersaglio di Virgin Mary (Toxic Mary) è la religione cristiana. Questa, spodestata del suo ruolo di consolatrice e madre benevola, è condannata ad essere un elemento tossico e pericoloso.

Scavando più a fondo, l’opera si rivela simbolo di un ulteriore denuncia, meno immediata ma comunque forte, ovvero quella contro i rapporti spesso malsani tra genitori e figli: in questo caso c’è una madre che avvelena metaforicamente con i propri pensieri e le proprie convinzioni un bambino, troppo piccolo per esprimersi o ribellarsi al tipo di educazione impartita.


Banksy erede di Warhol

Banksy è per molti il legittimo erede di Andy Warhol, dal quale prende in prestito l’idea di un’arte commerciale e “in serie” aggiungendovi la sua inconfondibile dose di provocazione e sarcasmo pungente.

Ed è così che la Pop Art, nata dal genio americano, trova nell’artista di Bristol la sua continuità ed evoluzione.

Bansky, così come Warhol, propone un’arte in grado di suscitare dibattito ed empatia agli occhi di chi la ammira. Nonostante sia pressoché semplice dal punto di vista della rappresentazione visiva, ha sempre bisogno di uno sforzo in più per essere compresa in tutte le sue sfaccettature.

Attraverso le sue opere, e Virgin Mary (Toxic Mary) non fa eccezione, Banksy comunica sempre la sua personale versione della verità lasciando allo spettatore il compito di decifrarla, interpretarla e coglierne gli aspetti più intimi.