Venezia: mostre da vedere nel 2025

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Artsupp

Il calendario delle mostre a Venezia per il 2025 è ricco di appuntamenti!

Venezia offre una programmazione culturale davvero imperdibile che va dalle mostre di arte moderna e arte contemporanea alla scultura, il design, l’artigianato e la fotografia.

Anche per il 2025 – dopo l’indiscutibile successo riscosso dalle mostre 2024 come Marlene Dumas a Palazzo Grassi o Anselm Kiefer a Palazzo Ducale – noi di Artsupp, abbiamo selezionato le mostre a Venezia del 2025 che non potete assolutamente perdere.

Se ti interessano anche tutte le altre mostre in programma e in corso a Venezia vai su Artsupp.comvedi l’elenco completo delle mostre a Venezia 2025.

Robert Mapplethorpe. Le forme del classico alle Stanze della Fotografia fino al 6 Gennaio 2026

Robert Mapplethorpe. Le forme del classico alle Stanze della Fotografia è stata concepita come il primo atto di una più ampia trilogia, parte di un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire e indagare largamente la figura di Mapplethorpe, che comprende altri due eventi espositivi nel 2026.

Con oltre 200 immagini, alcune delle quali presentate in Italia per la prima volta, la retrospettiva rende omaggio al grande artista statunitenseadiglione della Grecia.

Tatiana Trouvé: La strana vita delle cose a Palazzo Grassi fino al 4 Gennaio 2026

Tatiana Trouvé arriva a Palazzo Grassi negli affascinanti spazi con una grande mostra. “La strana vita delle cose” esplora il territorio immaginifico del lavoro dell’artista franco-italiana Tatiana Trouvé, che ha costruito, sui tre piani di Palazzo Grassi, un labirinto di spazi fisici e irreali abitati da installazioni, sculture e disegni in cui collidono mondi interiori ed esteriori e convergono ricordi, sogni e proiezioni.

Il lavoro di Trouvé sfida l’idea che il tempo trascorra in modo lineare e che lo spazio sia unitario. Al contrario, le sue sculture e le opere su carta evocano temporalità e spazi mentali diversi, viaggiando in avanti e all’indietro tra un passato pre-umano, un presente instabile e un futuro ipotetico. 

Stupore, realtà, enigma: Pietro Bellotti e la pittura del Seicento a Venezia a Gallerie dell’Accademia di Venezia fino al 18 Gennaio 2026

La mostra racconta la nascita e lo sviluppo, nella Venezia di metà Seicento, di un nuovo modo di interpretare temi e soggetti propri dell’immaginario barocco, dove la predilezione per iconografie inconsuete si associa a un’acuta osservazione del dato reale, creando un affascinante connubio tra “stupore” e “realtà”.

Entrambi questi elementi sostanziano l’opera di Bellotti ed emergono in due importanti dipinti a lui riferibili, acquisiti di recente dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia: si tratta del cosiddetto Autoritratto come allegoria dello Stupore, una sorta di eccentrica presentazione ufficiale del pittore nell’agone pittorico veneziano, e dei Popolani all’aperto, prototipo della “pittura di realtà” e capolavoro della scena di genere, che costituisce un ponte con la celebre produzione del milanese Giacomo Ceruti di inizio Settecento.

Mani – Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana alla Peggy Guggenheim Collection fino al 2 Marzo 2026

la Collezione Peggy Guggenheim presenta Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, prima personale mai realizzata in ambito museale ad essere esclusivamente dedicata alle opere in ceramica di Lucio Fontana (1899–1968), tra gli artisti più innovativi, e a suo modo irriverenti, del XX secolo.

Sebbene Fontana sia conosciuto soprattutto per le sue iconiche tele violentemente tagliate e bucate degli anni ’50 e ’60, questa mostra pone l’accento su una parte meno nota ma essenziale della sua produzione: il suo lavoro con l’argilla, iniziato in Argentina negli anni ’20 e proseguito poi per tutto il corso della sua vita.

GUSTO NEOCLASSICO a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano fino al 12 Gennaio

Il Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia conserva una straordinaria testimonianza dell’arte e della cultura neoclassica in Italia. Si tratta dell’Album Cicognara, che prende il nome dal suo proprietario, il conte Leopoldo Cicognara (Ferrara, 1767 – Venezia, 1834), una delle personalità più affascinanti della sua epoca.

I fogli documentano tutte le tecniche grafiche e ogni possibile soggetto. Vi sono disegni a matita, a penna, gessi colorati e acquerelli che raffigurano vedute, ritratti, paesaggi, scene di genere, animali, composizioni sacre e profane. 

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