Cerca
Close this search box.

La Vittoria Alata di Brescia

Picture of Artsupp
Artsupp

“La più grande e la più bella di tutte le statue in bronzo” (Antoine-Claude Pasquin –Valery-) 1827

La statua della Vittoria Alata di Brescia è uno dei più straordinari bronzi di epoca romana conservatosi fino ai nostri giorni, simbolo e testimone della storia stessa della città.

LA STORIA

Era il 1826 quando fu ritrovata in un’intercapedine del tempio capitolino dell’antica Brixia (nome latino di Brescia), a seguito degli scavi archeologici condotti dai membri eruditi dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia.

 Capitolium, Parco archeologico di Brescia romana. Fotostudio Rapuzzi

La statua giaceva insieme ad un’ottantina di cornici in bronzo lavorate, cinque teste di imperatori romani, un ritratto femminile, una applique in bronzo dorato raffigurante un prigioniero, il pettorale di una statua equestre, e numerosi altri frammenti sempre in bronzo, oggi esposti al Museo di Santa Giulia e al Capitolium. 

Notabili e uomini di scienza assistettero all’evento e, circolata la notizia del ritrovamento, iniziarono ad accorrere numerose persone. Il 22 luglio, tra le vie della città, mentre le campane suonavano a festa, sfilò un insolito e festante corteo: tra ali di folla plaudente, il Podestà precedeva il carro con la statua della Vittoria esposta in piedi, seguito dalla banda militare e dalle autorità dell’epoca. 

Nel bronzo è riprodotta una figura femminile alata, alta poco meno di due metri (cm 194), con una postura oggi incompleta per la perdita di alcuni elementi che ne completavano il gesto e la posizione di equilibrio; il piede sinistro doveva poggiare molto probabilmente sull’elmo di Marte, il braccio sinistro doveva trattenere uno scudo, sostenuto anche dalla gamba flessa, scudo sul quale, con uno stilo, la divinità aveva inciso il nome del vincitore, affidandolo al bronzo e offrendolo alla vista di chi la guardava. 

La Vittoria Alata per il nuovo Capitolium. Fotostudio Rapuzzi

La grande statua di bronzo salì presto alla ribalta internazionale: amata da Giosuè Carducci che la celebrò nell’ode Alla Vittoria, ammirata da Gabriele d’Annunzio e da Napoleone III che ne vollero una copia, la Vittoria Alata è per composizione, materiale e conservazione è una delle più importanti sculture della romanità.

La realizzazione della Vittoria Alata – sappiamo oggi – è da circoscrivere alla metà del I secolo d.C. e va ricondotta a un atelier di alto livello, che ha saputo creare un modello statuario nuovo e originale. La tecnica utilizzata è quella della fusione a cera persa cava indiretta, che richiede grande maestria e capacità tecnologica. Si tratta forse di un dono fatto dalla casa imperiale a Brixia per il supporto dato in un evento militare, forse proprio gli scontri del 69 d.C. verificatesi tra Brixia e Cremona, tra gli eserciti di Ottone, Vitellio e Vespasiano, che portarono quest’ultimo al comando dell’impero. 

IL PROGETTO DI RESTAURO E VALORIZZAZIONE

Il progetto dedicato a questa statua è una vera e propria impresa che, a distanza di tempo, ripercorre i fasti della sua scoperta. Infatti, così come nei primi decenni dell’Ottocento, grazie a una sottoscrizione pubblica fu possibile condurre scavi archeologici che portarono in luce il tempio e  preziosi reperti  tra i quali la Vittoria Alata, per approdare all’apertura nel tempio stesso del primo Museo civico della città, il Museo Patrio nel 1830, così oggi la società civile e l’imprenditoria bresciana si sono strette intorno a questo simbolo, fortemente identitario, con l’obiettivo non solo di garantirne la corretta conservazione, ma anche di approfondire la sua conoscenza con studi altamente scientifici e di valorizzarne al meglio le sue qualità intrinseche, nella monumentalità dell’aula dell’antico tempio. 

Le risorse dei privati sono seguite a quelle pubbliche di Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Regione Lombardia. Questo virtuosismo finanziamento ha portato alla costituzione di una compagine di eccellenze nei numerosi ambiti dai quali è costituito il progetto: la ricerca, la conservazione, la protezione dell’opera, l’ingegnerizzazione, le soluzioni allestitive e illuminotecniche, le movimentazioni.

L’intervento di restauro è stato condotto in maniera esemplare, per metodo e qualità, dagli esperti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. 

Il progetto Vittoria Alata 2020 è l’espressione delle migliori competenze ed energie che il nostro paese può dispiegare nel campo della valorizzazione del patrimonio archeologico e monumentale, che hanno saputo lavorare, nonostante il numero elevato e le difficoltà logistiche, in modo dialettico e costruttivo spinti dal valore identitario e di buon auspicio di cui la Vittoria Alata è portatrice, sin dal momento della sua scoperta.

IL PALINSESTO CULTURALE “VITTORIA ALATA BRESCIA 2020-22”

La Vittoria Alata per il nuovo Capitolium. Alessandra Chemollo

Dopo un lungo periodo di celebrazioni cittadine, la Vittoria Alata è rientrata a Brescia; ad accoglierla un nuova sede museale, l’aula orientale del Capitolium, in un allestimento firmato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg che si pone all’avanguardia nella museotecnica internazionale in termini di conservazione, impiantistica e illuminotecnica. 

Il progetto di riallestimento rientra nel programma Vittoria Alata Brescia 2020, un palinsesto culturale diffuso promosso dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei che coinvolge diversi ambiti: l’archeologia, l’arte antica, l’arte contemporanea, il teatro, la fotografia. L’identità visiva dell’intero palinsesto è stata elaborata dallo Studio Tassinari/Vetta, cui si deve anche il francobollo emesso nel mese di novembre 2020.

L’allestimento della Vittoria Alata è stato preceduto, a partire dal 18 settembre 2020, dalla mostra-omaggio Juan Navarro Baldeweg. Architettura, Pittura, Scultura. In un campo di energia e processo all’interno del percorso museale di Santa Giulia (Coro delle monache, Basilica di San Salvatore e sottostante cripta), per presentare alla città e ai visitatori del museo la sensibilità e la forza creativa di questo architetto, tra i più originali del panorama contemporaneo internazionale, nonché autore del progetto di riallestimento del Capitolium.

Dal 27 ottobre 2020, sulla parete nord della fermata “Stazione FS” della Metropolitana di Brescia, è stata installata l’opera Incancellabile Vittoria, monumento permanente ispirato alla Vittoria Alata realizzato dall’artista siciliano Emilio Isgrò e donato alla città di Brescia.

Con l’inaugurazione al pubblico della Vittoria Alata restaurata, il palinsesto si arricchirà di ulteriori importanti iniziative: lo spettacolo Calma Musa Immortale. Sulle orme della Vittoria Alata sviluppato dal Centro Teatrale Bresciano, l’inedita mostra fotografica Alfred Seiland. IMPERIVM ROMANVM nell’ambito della IV edizione del Brescia Photo Festival, gli spettacolari interventi curatoriali di Francesco Vezzoli, la mostra-omaggio Vittoria. Il lungo viaggio di un mito e una retrospettiva di Emilio Isgrò in occasione delle celebrazioni del decennale del riconoscimento del sito Brescia UNESCO. 

 Incancellabile Vittoria, installazione monumentale di Emilio Isgrò. Alessandra Chemollo

Per ulteriori informazioni e approfondimenti visitare il sito www.vittorialatabrescia.it e www.bresciamusei.com

(Visited 90 times, 1 visits today)