La Gioconda prende una torta in faccia.

Sembrerebbe una barzelletta, ma purtroppo non lo è.

Nel pomeriggio di ieri, un ragazzo travestito con abiti femminili e una parrucca è entrato al Louvre e ha lanciato una torta verso il capolavoro di Leonardo. 

La tragedia è stata evitata, grazie alla teca di vetro che protegge la tela questa non ha subito danni ma l’episodio fa comunque riflettere. 

Ci si sta chiedendo come abbia fatto il vandalo a introdursi indisturbato nel museo più famoso del mondo, mascherato e per di più con una torta riuscendo a portare a termine il suo piano. 

Le motivazioni che lo hanno spinto, sembrano essere state di carattere etico “l’ho fatto per il pianeta terra” ha detto rivolgendosi alla folla che lo guardava interdetta, prima di essere allontano dalle guardie. 

Stavolta la Gioconda l’ha scampata, ma non è la prima volta che diventa oggetto di mire vandaliche. 

Gioconda, Louvre, foto ANSA

Facciamo un passo indietro. 

È il 1911 quando Vincenzo Peruggia, imbianchino e restauratore italiano, riuscì a rubare l’opera. Nascostosi in una stanzetta del Louvre, una volta chiuso il museo riuscì a togliere la Gioconda dalla cornice scappando da una porta sul retro, forzata con un coltellino. 

Peruggia, una volta smascherato, disse di essere stato mosso da spirito patriottico volendo “solo” riportare la celebre opera in Italia, più precisamente agli Uffizi, museo al quale tentò di venderla per qualche milione di lire.

Furto della Gioconda, 1911, Foto Finestre sull’arte

Molti anni dopo, nel 1956, le furono rivolti altri due attacchi rispettivamente con dell’acido e con un sasso. 

Non finisce qui: nel 1974 una donna spruzzò contro l’opera dello spray rosso mentre la tela si trovava in mostra in Giappone. 

Infine nel 2009 un’altra donna lanciò contro la Gioconda una tazza di tè che anche in quel caso, infrangendosi contro la teca, non arrecò danni al dipinto. 

Insomma, la Gioconda non ha mai avuto vita facile e a dirla tutta, non è l’unica ad essere stata attaccata nel corso della storia. 

Un’altra vittima di gesti a dir poco incomprensibili, è stata una delle opere più belle e significative di Rembrandt, “La ronda di notte”. 

La Ronda di notte, Rembrandt, 1642

L’opera del maestro Olandese, datata 1642, subì ben tre attacchi rispettivamente nel 1915, per mano di un calzolaio disoccupato che lo graffiò provocando fortunatamente solo piccoli danni; poi nel 1975, un uomo squarciò violentemente la tela con un coltello e nel 1990, un ragazzo vi gettò sopra dell’acido solforico.

“La ronda di notte”, esposta al Rijksmuseum di Amsterdam, è oggi protetta da una teca di vetro, infrangibile e addirittura a prova di proiettili. 

Che dire, speriamo bene.