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Bambole d’altri tempi e culle sulla testa

Artsupp
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Una collezione unica

Al Museo Civico di Cuneo è esposta e conservata un’originale collezione di bambole in panno Lenci degli anni Trenta del Novecento. La raccolta si articola in 27 gruppi di bambole vestite con gli abiti tradizionali del Cuneese, acquistate da Euclide Milano, primo fondatore del museo, e al naturale, per poi essere abbigliate e acconciate a loro spese da maestre, sarte e signore o signori delle valli, in una benemerita gara di generosità nel fervore dei preparativi per la prima apertura del museo, nel 1936.

La culla sulla testa

Fra queste spicca una figura femminile, forse il caso più interessante di tutta la collezione, per via dell’oggetto che reca sulla testa: una culla in legno sottile con all’interno, saldamente protetta da coperte e nastri, la riproduzione in miniatura di un neonato. Una nota del 1983 attribuisce il costume: “Signora Laura Marcengo (Chiusa Pesio), vestizione di donna di val Pesio con culla in testa”.

Bambola con culla in testa

Tradizioni di “culle … in …aria” che ritornato

La tradizione del trasporto del neonato con la culla sulla testa è ancora oggi documentata a Fobello, in Valsesia, dove è una ragazza formata al non semplice compito, a portare il bimbo fino all’ingresso della chiesa in cui si svolgerà il battesimo, per poi consegnarlo ai genitori o alla madrina.

Con l’aiuto di un’abile sarta di Chiusa Pesio, dunque, il fondatore del Museo Civico di Cuneo ha voluta dar conto di un’usanza tradizionale, diffusa nelle comunità valligiane, documentandola attraverso un oggetto fortemente legato al mondo femminile, una bambola che pare insegnare alle bimbe come diventare donne, madri e madrine.

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