Fino al 7 Marzo alla Collezione Roberto Casamonti
Parola al Direttore Jonathan Paonetti
Torna l’appuntamento dedicato al “Ritorno dei grandi maestri del XX secolo” alla Collezione Roberto Casamonti di Firenze. L’esposizione permette di rendere accessibili ai visitatori opere che sono conservate nei depositi della Collezione e, quindi, non sempre visibili.
La prima mostra del 2026 rende omaggio a Giacomo Balla e due delle sue opere qui conservate: “Grande serata nera al Salone Margherita. Serata nera”, un’opera del 1903-1904 circa dal gusto ancora divisionista prima dell’approdo al Futurismo maturo, rappresentato da “Idealfiamma”, un olio su tela del 1929.
Abbiamo chiesto al Direttore Jonathan Paonetti di potercene parlare brevemente.
1) Questa è la prima mostra del 2026 dedicata al ritorno dei grandi maestri, si parte conGiacomo Balla. Dopo Boldini, De Pisis, Chagall, De Chirico, Dalì ecc. la scelta è ricaduta sul maestro del Futurismo, c’è un motivo specifico?
Giacomo Balla rappresenta una figura centrale nell’evoluzione dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento. La scelta è dovuta essenzialmente dalla volontà di riportare nel percorso espositivo il suo linguaggio straordinariamente attuale nella mostra dal titolo “Dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo” e, di conseguenza, creare un dialogo con opere degli artisti in esposizione.

2) C’è un file rouge che lega le diverse esposizioni l’una all’altra, oltre ovviamente alla valorizzazione dei “Grandi Maestri del XX secolo”?
Si, esiste un file rouge che lega le diverse esposizioni. È la volontà di riportare al centro dell’attenzione del percorso espositivo alcuni protagonisti dell’arte del Novecento valorizzandone la ricerca artistica, il pensiero e la ricerca. Ogni mostra è concepita come un capitolo autonomo che permette di ricostruire, nell’insieme, una narrazione più ampia.
3) In mostra ci sono due capolavori: “Grande serata nera al Salone Margherita. Serata nera” e “Idealfiamma” un confronto tra due periodi artistici di Balla tra il tardo divisionista e il futurismo maturo. Che tipo di consiglio di lettura puoi dare al visitatore che si interfaccia per la prima volta in questo confronto?
Al visitatore che si approccia per la prima volta a questo confronto, suggerisco di lasciarsi guidare dalla trasformazione del linguaggio visivo dell’artista. Il passaggio dal Divisionismo al Futurismo non avviene per rottura ma per evoluzione e, il confronto delle opere, permette di comprendere la capacità di Giacomo Balla nell’unire sperimentazione e visione.

4) Hai una curiosità su una o entrambe le opere che vuoi condividere con noi?
Per scoprire le numerose curiosità sulle opere esposte invito i visitatori a partecipare alle visite guidate organizzate mensilmente ma un piccolo dettaglio posso rivelarlo: osservando “Grande serata nera al Salone Margherita. Serata nera” (1903-1904) suggerisco di soffermare lo sguardo nella composizione geometrica della scena rappresentata. Un serie di assi verticali, orizzontali e moduli speculari determinano l’intera costruzione.
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5) Un invito a visitare la Collezione Roberto Casamonti e la mostra
L’invito che posso rivolgere a tutti i visitatori è quello di venire ad immergersi nell’arte contemporanea alla scoperta di linguaggi innovativi e rivoluzionari con artisti di fama internazionale. Un percorso unico nel cuore di Firenze pensato per condivide bellezza, emozioni e le immense riflessioni che solo l’arte può creare.









