Le mostre che non puoi perdere nel 2026 in tutta Italia!
Le mostre imperdibili 2026, te le consigliamo noi!
Dopo i grandi successi del 2025, anno che si è concluso con grande successo di pubblico per i musei italiani, ecco le mostre da non perdere per dare il giusto avvio al 2026.
Qui trovi una breve selezione dellemostre imperdibili 2026 che, secondo noi, meritano una visita ma per tutte le altre c’è sempre Artsupp.
Victoria Mater: L’idolo e l’icona fino al 12 Aprile a Brescia
L’installazione, dal titolo Victoria Mater. L’idolo e l’icona, in programma al Parco archeologico di Brescia romana, all’interno del Capitolium, dal 4 dicembre 2025 al 12 aprile 2026, va in questa direzione, proponendo un confronto dialettico tra due bronzi di straordinaria bellezza ed eleganza.
La scultura antica non smette di stupire. L’occhio dello studioso contemporaneo, affinato dalle ricerche condotte nel corso dei secoli, è sempre più pronto a fornire una lettura storica e critica dei manufatti statuari realizzati in ambito greco-ellenistico e della loro naturale traduzione romana, che sappia unire in un dialogo serrato archeologia, storia dell’arte e aspetti sociali e culturali.

GESTI SCOLPITI di JAGO fino al 3 Maggio 2026 al Teatro Antico di Taormina
La mostra, aperta al pubblico dal 4 Settembre al 3 Maggio 2026, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012), Memoria (2015), Prigione (2016) e David (2024, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi.
Le prime tre sculture, scolpite in marmo statuario, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto, creazione, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno, affonda nella materia, costruisce memoria. Non solo strumento, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo.

MARIO GIACOMELLI: Papaveri rossi fino al 6 Aprile alla GNU – Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia
La Galleria Nazionale dell’Umbria per la fotografia, propone un nucleo di opere mai esposte di Mario Giacomelli, che hanno come soggetto il paesaggio umbro, tutte caratterizzate da un utilizzo quasi “pittorico” del colore, fatto davvero insolito per l’artista, conosciuto per lo più per immagini che giocano sui forti contrasti, dei bianchi e dei neri, dei pieni e dei vuoti.
Il nucleo centrale della mostra è rappresentato da 5 opere inedite di piccole dimensioni, scattate negli anni Sessanta sull’altopiano di Colfiorito e di Castelluccio di Norcia. A queste si aggiungono una decina di opere astratte, coeve alle precedenti, anch’esse a colori, che documentano come Giacomelli sia in grado di sentirsi pienamente un artista visivo, nonostante l’uso della fotografia come suo medium espressivo, combinando il tema del paesaggio con quello del colore in un unico elemento pittorico.

PAOLO DI PAOLO: Fotografie ritrovate a Palazzo Ducale di Genova fino al 6 Aprile 2026
Nel centenario della nascita di Paolo Di Paolo (1925–2023), Palazzo Ducale di Genova, in collaborazione con Marsilio Arte, presenta la retrospettiva dedicata a uno dei grandi maestri della fotografia italiana del Novecento. La mostra PAOLO DI PAOLO. Fotografie ritrovate dal 23 ottobre 2025 al 6 aprile 2026, restituisce al pubblico l’opera dimenticata di un autore che ha saputo raccontare, con delicatezza e profondità, l’Italia della rinascita nel secondo dopoguerra.
Oltre 300 fotografie – tra le quali molte inedite e per la prima volta anche a colori, insieme a materiali d’archivio, riviste d’epoca e documenti originali – compongono un percorso che abbraccia l’intera parabola artistica di Di Paolo, dagli esordi nel 1953 all’intensa attività con le più importanti testate dell’epoca.

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI: Ritratto di una nazione appena nata al Castello di Novara fino al 6 Aprile
La mostra L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata, a cura di Elisabetta Chiodini, un percorso di 70 capolavori eseguiti dai primi anni Sessanta dell’Ottocento al terzo decennio del Novecento da alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa.
La mostra illustra la nostra nazione appena nata, il suo variegato territorio e la sua popolazione nel corso di decenni che sono stati testimoni di profonde trasformazioni, politiche, economiche, culturali e sociali che avrebbero lentamente condotto il Paese verso la modernità.










