Giovanni Motta ci racconta il suo JonnyBoy

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Giovanni Motta, Hydron, JonnyBoy

La mostra Hydron³

Dal 26 marzo al 12 aprile, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano, arriva HYDRON³, il nuovo progetto visionario di Giovanni Motta – tra i 12 artisti digitali selezionati per il VDA Award 2025 e protagonista della Triennale di Milano.

Protagonista è JonnyBoy, il personaggio creato da Giovanni Motta e presente nel suo universo da oltre vent’anni, che in questa occasione si scontra e confronta con un futuribile nuovo prodotto: HYDRON³, una sostanza impossibile che promette l’eterna giovinezza e che viene intercettata, trasformata, brandizzata.

Giovanni Motta è un pittore e artista digitale della corrente del Neo-Pop Surrealismo. La sua ricerca insiste sul rapporto tra memoria e materia: l’oggetto quotidiano, caricato di risonanze affettive, diventa un vettore simbolico capace di far emergere ciò che normalmente resta in ombra — non come nostalgia, ma come energia latente, pronta a diventare immagine. Al centro del suo universo si trova JonnyBoy, figura cartoon concepita come astrazione della giovinezza: un’icona essenziale e perturbante, con un’espressione sospesa tra meraviglia e paura.

Giovanni Motta Hydron
Giovanni Motta, Hydron, JonnyBoy
Com’è nata l’idea di JonnyBoy? Ti sei lasciato ispirare da altri artisti anche della letteratura come Pascoli e il suo fanciullino?

La prima cosa importante: JonnyBoy non è il mio alter ego. Lui è la rappresentazione del bambino interiore che ritroviamo in ogni persona. Mi sono lasciato ispirare dai manga, dal loro ambiente e dall’estetica della loro cultura, ovviamente anche dalle loro cartelle di colori. Jonny nasce dalla passione per questo mondo, grazie al mio studio e passione per la grafica 3D nasce questo personaggio.

JonnyBoy rappresenta l’astrazione della giovinezza e del bambino interiore attraverso la memoria emotiva. Il suo volto è senza gli occhi e la mia volontà è quella di far passare una delle tre astrazioni: positiva di meraviglia, negativa che corrisponde alla paura oppure una neutra, lo stupore. JonnyBoy è un vero e proprio specchio per manifestare quello che si prova, come se lo spettatore si specchiasse su di lui e riflettesse il suo stato d’animo.

La mia ispirazione deriva senz’altro anche dai maestri della letteratura, tra tutti: Pascoli è uno dei riferimenti, Proust uno dei miei autori preferiti e infine, Donald Woods Winnicott con i suoi oggetti transizionali. 

Giovanni Motta, Hydron, JonnyBoy
Giovanni Motta, Hydron, JonnyBoy
Dopo Lost Paradise, ti vediamo cimentarti in una nuova avventura non più apocalittica come nella mostra precedente, ma di speranza e desiderio. L’idea di Hydron vuole essere un proseguimento di Lost Paradise? E com’è nata l’idea.

Si, Hydron è una conseguenza. Con Lost Paradise c’è stata la distruzione e la sopravvivenza della giovinezza; con Hydron si parla del concetto della rinascita dove madre natura mette a disposizione la sostanza dell’eterna giovinezza e, invece di portarla a tutti distribuendola equamente, l’uomo se ne appropria, la commercializza e la vende. In questa occasione volevo esaltare il conflitto tra quello che è Jonny con la sua rappresentazione di un concetto assoluto e l’essere umano che cerca di rovinare tutto: anziché seguire il ciclo delle cose, prova a controllarle a gestirle e farle sue. 

In questa mostra vediamo non solo il rapporto con il tempo e con la ricerca dell’eterna giovinezza, ma se vogliamo anche un’estremizzazione ironica del consumismo e della spettacolarizzazione. Potremmo parlare anche di come la natura stessa venga catturata e trasformata in business e di come non venga salvaguardata a favore del consumismo. In che modo JonnyBoy pone lo spettatore davanti a questi temi di riflessione?

Mi trovo concorde a questa chiave di lettura e questa narrativa mette in luce figure che vogliono salvaguardia e altre cose che nascono pure e si trasformano. Jonny si pone come spettatore attore che gira per la sala parlando, come un osservatore non neutrale e osserva che cosa facciamo. La natura la intendo come concetto di purezza, bellezza e fonte incontaminata. L’essere umano dovrebbe ringraziare e contemplare ciò che il pianeta ci ha donato in tutta la sua purezza, vuole gestirlo e controllarlo. La mia non è una critica al capitalismo o al business, ma al comportamento umano e di come si cerchi sempre di trovare un capro espiatorio da additare, invece di riflettere sui nostri errori.

Giovanni Motta, Hydron, JonnyBoy
Giovanni Motta, Hydron, JonnyBoy
Che consiglio ti senti di dare ai lettori di artsupp per comprendere al meglio la tua mostra?

Mi sento di consigliare ai lettori, nonché ciò che mi renderebbe più felice è che venissero all’evento inaugurale. In questa occasione ho cercato di mettere in scena qualcosa di diverso dal tradizionale: cerchiamo di creare un coinvolgimento diretto con lo spettatore, non passivo. Ci saranno performance, racconti con personaggi che reciteranno e la fialetta di Hydron sarà in vendita! Quindi… non mancate, vi aspetto il 25 marzo a Milano!

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